16 Ottobre 2021
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“Coolest Projects Dublino”

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La nostra studentessa Greta Galli ha partecipato per l’Italia all’edizione 2019 di Coolest Project a Dublino. Pubblichiamo un suo articolo in cui ci racconta l’esperienza.

Molti ritengono che le pubblicità sui social siano una scocciatura, ma non sempre lo sono. Lo scorso ottobre stavo scorrendo i vari post di Facebook quando ad un tratto mi apparve una pubblicità che riguardava un certo “Coolest Project Italia”.
Incuriosita la aprii e trovai il bando per una gara di robotica e programmazione che si sarebbe tenuta il 17 novembre successivo al Politecnico di Milano. Decisi di iscrivermi con il mio nuovo progetto, una mano robotica realizzata con i Lego, e dopo qualche giorno la mia iscrizione fu accettata. Non sapevo cosa aspettarmi, quindi quando arrivò il grande giorno mi presentai al Politecnico con “la mia mano” e i miei genitori. Pian piano iniziarono ad arrivare ragazzi e ragazze da tutta Italia seguiti dai loro tutor e da persone competenti nel settore con cui si preparavano da settimane per vincere quella gara, e in mezzo a tutti loro, c’ero io con un progetto creato un po’ per caso in un caldo pomeriggio di agosto. La giornata passò in fretta e arrivò il momento delle premiazioni. Non vinsi, arrivai seconda guadagnandomi un libro sulle ragazze che programmano, mentre per i primi c’era in palio un viaggio a Dublino per l’Internazionale. Non ci rimasi male, mi andava bene così: non pretendevo altro, dato che la mia mano era ancora agli inizi.
Due giorni dopo però fui ricontattata da uno degli organizzatori della gara, che mi chiese se mi avrebbe fatto piacere partecipare lo stesso all’internazionale con la loro squadra, in rappresentanza dell’Italia. Non ci pensai due volte e accettai subito l’offerta.
Durante i mesi seguenti collezionai articoli di giornale e di riviste sul mio progetto e mi dedicai alla modifica completa della mia mano: divenne un braccio, integrai il quarto sensore in modo da avere tutte le dita indipendenti, migliorai il programma e, senza che nemmeno me ne accorgessi, arrivò il grande giorno.
L’ansia era tanta, ma non per la gara, per l’aeroporto! Vi lascio solo immaginare la faccia dell’addetto al controllo dei i bagagli a mano… Per fortuna alla fine mi fece passare e così, sabato 4 maggio arrivai a Dublino. Avevo un solo obiettivo: partecipare all’internazionale.
Il giorno dopo avevo addosso una paura non indifferente e cercai di distrarmi cercando di capire se fossi io quella sbagliata, in giro con il piumino, o se fossero gli irlandesi in maniche corte e pantaloncini ad essere sbagliati. Quando fu il momento, presi tutto e mi avviai all’RDS Main Hall, luogo dell’evento. Lì mi diedero il cartoncino con il nome (“Gretta Galli”, tra l’altro), la maglietta, e io mi avviai alla mia postazione, appesi il mio cartellone espositivo, tirai fuori la mia mano, la montai e andai a farmi un giro per il posto. Eravamo più di 1000 ragazzi provenienti da 22 stati diversi. C’erano progetti sensazionali e una gran voglia di vincere… Nel giro di venti minuti mi fecero foto e video almeno una trentina di persone, ma dato che di lì a poco avrei avuto l’intervista con la Openet, dovetti interrompere questo momento di gloria. Salii sul palco dell’innovator stage e iniziai a spiegare il mio progetto, risposi alle domande dei giudici, e tornai alla mia postazione con un fiume di persone che mi chiedevano foto, mi facevano i complimenti o mi chiedevano delucidazioni sul progetto. (https://drive.google.com/file/d/183iuzf6zKXXfIjyWQN8SJkx8tZzWYdmc/view?usp=sharing )
Durante la giornata molte persone vennero a vedere la mia mano. Tra gli altri, arrivò anche un ragazzo con una felpa Lego che mi fece varie domande; gli risposi e lui ringraziando se ne andò. Poco dopo però tornò indietro insieme ad un volontario che mi si presentò come un dirigente della Lego di Boston e mi lasciò la sua minifigura personalizzata come biglietto da visita. Vi lascio immaginare l’emozione.
Era ormai arrivato il tempo dei giudici: passarono dalla mia postazione, mi fecero alcune domande e se ne andarono soddisfatti. Infine arrivarono due giornalisti, uno dell’Independent.ie e uno dello Xinhuanet.com; entrambi mi chiesero foto e video, e niente, ora sono pure su un giornale irlandese ( https://www.independent.ie/irish-news/watch-sensor-bins-solar-panels-and-floating-homes-techgenius-kids-invent-solutions-to-climate-change-38080908.html ) e su uno cinese (http://www.xinhuanet.com/english/2019-05/06/c_138036307_4.htm )!
Non ho vinto neanche stavolta, ma sono tornata a casa soddisfatta di quello che era successo, con non so quante persone in tutto il mondo che hanno una foto insieme a me, e la mia faccia su tutti i social network di Coolest Project, Coderdojo e Raspberry Pi.
Questa esperienza mi ha aiutato a capire che, spesso, le idee migliori nascono per caso e, a volte, da persone che hanno ancora molto da imparare. L’importante è crederci e sperimentare!
Coltivate le vostre passioni, sfruttate al meglio tutte le occasioni che vi si presentano e non abbiate paura di mettervi in gioco. Non è certo rimanendo sul divano ad aspettare che riuscirete a trasformare i vostri sogni in realtà!

Greta Galli
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